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Tesserino da 100 euro per i funghi
Data di pubblicazione: 22/06/2011
Tesserino da 100 euro per i funghi

"Il diritto di uso civico c’è e deve rimanere". I Comuni e le amministrazioni separate della montagna teramana tornano a far sentire la loro voce in merito alla raccolta dei funghi. Una protesta non politica, ma che unisce centrodestra e centrosinistra con un unico obiettivo: difendere un bene prezioso che rappresenta una fonte di guadagno per il territorio.


Secondo i sindaci la legge regionale numero 34 del 2006, modificata all’inizio del 2010, presenterebbe un’inconguenza. Da una parte essa riconosce il diritto di uso civico nelle zone interessate; dall’altra, con la modifica di un anno fa che prevede il pagamento di un tributo annuale alla Provincia (30 euro) per usufruire di un tesserino che dà accesso alla raccolta dei funghi, abolisce il diritto di uso civico mettendo in dubbio il contributo aggiuntivo da versare agli enti territoriali come i Comuni. Contributo che varia da Comune a Comune.
A Crognaleto, per esempio, oltre alle 30 euro per il tesserino si pagano 75 euro annue per i non residenti per raccogliere i funghi che, nel caso dei porcini, costano da1 15 ai 23 euro al chilio. A Rocca Santa Maria, invece, c’è una tariffa giornaliera di 8 euro. Per agevolare i raccoglitori e salvaguardare i loro diritti, le comunità locali hanno proposto alla Provincia una soluzione: creare un tesserino unico, simile allo skipass delle Dolomiti, che al costo di 100 euro annui (sempre per chi non è residente) dia accesso ai 15 mila ettari di boschi del Teramano dove è possibile trovare i funghi.
Una parte delle somme ricavate dalla vendita di questo tesserino (distribuito on line o nei bar), oltre che investirla per la manutenzione e la sicurezza, sarebbe stata girata alla stessa Provincia per organizzare un maggior controllo nelle aree adibite alla raccolta dei funghi. In via Milli, però, la proposta non è stata accolta e tutto è rimasto come stabilito dalle modifiche della legge 34. Ma la cosa non è andata giù ai Comuni interessati.
Ieri, nella sede del BIM, c’erano il sindaco di Crognaleto, Giuseppe D’Alonzo; il sindaco di Rocca Santa Maria, Stefania Guerrieri; il sindaco di Cortino, Gabriele Minosse; il vice sindaco di Pietracamela, Corrado Bellisari; l’assessore all’ambiente del Comune di Fano Adriano, Domenico Di Marco, e il presidente dell’amministrazione separata dei beni di uso civico di Intermesoli, Mario Di Giammatteo. Tutti hanno manifestato l’intenzione di non arrendersi e di continuare a lottare per difendere un loro bene: l funghi.
(Fonte: Gaetano Lombardino - Il Centro)



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