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Indennità compensative

Il principio di attuazione delle indennità compensative degli svantaggi montani e naturali si fonda sull'obiettivo del mantenimento delle aziende nelle aree con svantaggio naturale, indipendentemente dal loro orientamento produttivo. Questa è, infatti, la condizione necessaria per garantire una costante erogazione dei servizi ambientali utili al presidio territoriale che conseguono alla mera presenza del tessuto aziendale di queste zone. Quanto sopra scaturisce, in particolare, dagli obblighi per le aziende che accedono agli aiuti erogati da questa misura derivanti dal rispetto del regime di "condizionalità" istituito dal Regolamento (CE) n. 1782/2003, In queste zone difatti la struttura del settore agricolo è caratterizzata da un certo numero di aziende alle quali mancano le condizioni strutturali atte a garantire redditi e condizioni di vita equi agli agricoltori e alle loro famiglie e, quindi, il sostegno alle zone svantaggiate dovrebbe contribuire ad un uso continuato delle superfici agricole, alla cura dello spazio naturale, al mantenimento e alla promozione di sistemi di produzione agricola sostenibili.
L'aiuto alle zone svantaggiate contribuisce a conseguire i seguenti obiettivi:

  • garantire un uso continuato delle superfici agricole e favorire in tal modo il mantenimento di una comunità rurale vitale,

  • conservare lo spazio naturale,

  • mantenere e promuovere sistemi di produzione agricola sostenibili, che tengono particolare conto dei requisiti in materia d'ambiente.

Gli agricoltori delle zone svantaggiate possono ricevere indennità compensative.
Le indennità compensative sono accordate per ettaro di terreni agricoli ad agricoltori:

  • che coltivano una superficie minima di terreno da definire,

  • che si impegnano a proseguire un'attività agricola in una zona svantaggiata per almeno un quinquennio a decorrere dal primo pagamento dell'indennità compensativa,

  • che utilizzano, secondo le buone pratiche agricole consuete, pratiche compatibili con la necessità di salvaguardare l'ambiente e di conservare lo spazio naturale, in particolare applicando sistemi di produzione agricola sostenibili.

Le C.C. M.M. sono state delegate dalla regione Abruzzo per la gestione dell'Indennità Compensativa CEE ai sensi del Regolamento CEE n. 950/97.
Gli elenchi di zone svantaggiate regionali così come già redatti ai sensi della direttiva 268/75.
In base a tale classificazione nella regione Abruzzo risultano:

  • n. 193 comuni totalmente svantaggiati (di cui 169 comuni montani);

  • n. 30 comuni parzialmente svantaggiati (di cui 16 comuni montani);

La frazione del territorio classificato come svantaggiato all'interno del territorio comunale è individuata con riferimento catastale.
Le zone svantaggiate comprendono:

  • zone di montagna (articolo 18),

  • altre zone svantaggiate (articolo 19),

  • zone nelle quali ricorrono svantaggi specifici (articolo 20).



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